L’incredibile caotica mobilità a San Francisco nel 1905, un prima che l’area fosse distrutta dal terremoto del 1906
Josh Turner – Long Black Train
Josh Turner – Long Black Train
“40 MILIONI DI EURO DI UTILI DELLE FERROVIE SPA NEL 2009”
Con questa cifra, per niente da sottovalutare, si è chiuso il bilancio delle Ferrovie dello Stato per il 2009.
Se i manager della società possono ritenersi più che soddisfatti per il risultato conseguito, come mai per noi cittadini-utenti la notizia non suscita lo stesso entusiasmo? La domanda d’obbligo che ci possiamo fare è : “ Data la situazione quanto altro tempo dovremo ancora aspettare affinché siano garantiti i servizi essenziali che, in nome dell’efficienza e della produttività, sono stati a suo tempo cancellati ? Come mai nonostante tutto sono peggiorate le condizioni di viaggio dei pendolari, sono aumentate le tariffe, sono stati ridotti i servizi?
Inoltre, riguardo alla soppressione (fatta passare come temporanea) della linea ferroviaria Sicignano- Lagonegro, non risulta che l’ ipotesi di riapertura sia contemplata dai programmi di investimento delle Ferrovie SpA..
A loro gli utili, a noi la rabbia di non vederci riconosciuto un nostro diritto.
Angelo Ferricelli
La notizia:
Ferrovie dello Stato chiude il bilancio in positivo
Martedì, 16 Febbraio 2010
Parte da oggi la raccolta fondi per la realizzazione di un convegno che ricerchi soluzioni per la riapertura della linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro. Nell’occasione si augura un felice anno 2010! Aderite tutti basta anche un minimo contributo di un euro, da inviare tramite il servizio PAYPAL.COM Le Ferrovie dello Stato vengono beffate del loro monopolio sulle tratte italiane e nei giorni funestati dal disastro provocato dal maltempo l’Eurocity austro-tedesco ha viaggiato indisturbato dalla Germania all’Italia nella tratta Brennero-Bologna. Eccovi la notizia completa. Il quotidiano “La Repubblica” pubblica una lettera di costernazione dello scrittore Shulim Vogelmann, nato a Firenze, da qualche anno anche un giovane cittadino israeliano, riguardo una brutta avventura capitatagli in treno. Il suo libro, “Mentre la città bruciava”, (Ed. Giuntina; Firenze 2004; Euro 12) integralmente dedicato alla sua lunga permanenza in Israele, è un pout-purri di generi letterari: romanzo di formazione, diario di viaggio e saggio storico-religioso. Una miscellanea che si conclude con la Aliyà: letteralmente, “salita”; praticamente, la cittadinanza israeliana. Non omette nulla Vogelmann nel suo libro. Parla di terrore e di terrorismo, di semitismo ed antisemitismo, di piccole e grandi ingiustizie con la franchezza e la libertà che solo un giovane di vent’anni può avere. CARO direttore, è domenica 27 dicembre. Eurostar Bari-Roma. Intorno a me famiglie soddisfatte e stanche dopo i festeggiamenti natalizi, studenti di ritorno alle proprie università, lavoratori un po’ tristi di dover abbandonare le proprie città per riprendere il lavoro al nord. Insieme a loro un ragazzo senza braccia. (…) L’Italia è coperta di neve e i collegamenti ferroviari faticano: una situazione, secondo alcuni, che non è altro la conseguenza della politica di Trenitalia in questi ultimi anni. Valeva la pena investire sui treni ad alta velocità se il resto della rete rallenta? Ha senso arrivare in poco più di tre ore da Roma a Milano se ci si mette altrettanto a collegare la capitale con Rieti o Viterbo? I pendolari sono in agitazione, ma l’amministratore delegato del gruppo, Mauro Moretti, difende le scelte privatizzate dell’azienda. Tratto dalla galleria di Repubblica.it http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/elizabeth-metro/1.html Fare il biglietto, mettersi in fila come un passeggero normale in una stazione ferroviaria. Partenza da Kings Cross destinazione Norfolk dopo probabilmente trascorrerà una parte delle feste di Natale. A bordo sale la regina d’Inghilterra Elisabetta II tra lo stupore (parziale) della gente abituata a vedere cose del genere in un paese dove un politico, un ministro, piuttosto che la regina, viaggiano con mezzi pubblici come pendolari qualsiasi Il treno nei secoli: Sei sono le questioni che riguardano il futuro dei trasporti: l’automobile, le merci, il carburante, i costi esterni, la qualità, l’urbanistica. Se ne parla bene nel seguente sito: http://6qt.blogspot.com/ Per quanto mi riguarda non voglio pensare alle città elettriche dalle nostre parti, ma almeno pensare di ridurre l’effetto serra mediante la riattivazione di una ferrovia, la Sicignano-Lagonegro, in disuso, ma fortemente voluta dalle popolazioni residenti. riporto l’incipit dell’argomento trattato dal sito citato, dove sono fissati gli obiettivi proposti, molto complicato da decifrare ma che potrebbe far venire in mente, il fatto che anche noi potremmo contribuire alla riduzione degli effetti serra nel Pianeta, che risparmio rappresenterebbe per le casse dello Stato che dovrebbe pagare delle multe per gli obiettivi non raggiunti. Vincenzo Morello Ecco l’incipit: L’obiettivo di COP 15 è un accordo ‘globale’ sul taglio delle emissioni di gas serra per superare, dal 2012 in poi, il Protocollo di Kyoto (l’accordo secondo cui ogni Paese firmatario deve ridurre le proprie emissioni di una certa quota rispetto ai valori del 1990) e giungere a un Piano condiviso sul clima specialmente nel campo del trasferimento e della diffusione delle migliori tecnologie. UE: Una nuova cornice “vincolante, comprensiva ed ambiziosa” per combattere il riscaldamento del pianeta. L’Ue parte dal pacchetto 20-20-20 (20% taglio emissioni; 20% efficienza energetica; 20% rinnovabili il tutto al 2020) ma in caso di accordo globale il taglio della Co2 al 2020 schizza al 30%. D’accordo l’Italia, ma solo in caso del sì globale.Raccolta fondi
Il treno fantasma
I tedeschi hanno preceduto di pochi mesi Arena Ways, una piccola compagnia torinese che entro l’anno viaggerà sulla Milano-Torino.

Il treno dell’indifferenza

Ecco l’inizio della lettera che potrete leggere per intero qui:Scusate il ritardo!

Elisabetta II, una regina in stazione

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Le 6 questioni dei trasporti
SUDAFRICA, MESSICO, COREA DEL SUD insieme a Cina e Brasile: oltre a ritenersi le nazioni meno colpevoli della febbre del Pianeta, non vogliono bloccare lo sviluppo attualmente in corso. Una soluzione proposta, che non piace ai Paesi industrializzati, potrebbe essere quella del taglio di CO2 pro-capite, e cioé in rapporto alla popolazione: cosa che peserebbe maggiormente sugli Usa e poco sulla Cina, entrambe tra i maggiori emettitori a livello mondiale (e non vincolati al Protocollo di Kyoto).
USA: Proposta una riduzione delle emissioni del 17% entro il 2020, prendendo come riferimento il 2005.
CINA: Riduzione dell’intensità carbonica, e cioé l’ammontare di emissioni a effetto serra per unità di Pil, del 40-45 per cento entro il 2020, rispetto ai livelli del 2005.
INDIA: Il 3 dicembre scorso il ministro dell’Ambiente indiano Jairam Ramesh ha annunciato in Parlamento la volontà dell’India di tagliare del 20-25% entro il 2020 l’intensità delle emissioni di carbonio, rispetto al 2005.
BRASILE: Riduzione di Co2 tra il 36,1 e il 38,9 per cento entro il 2020.
RUSSIA: Mosca lavorerà per tagliare le emissioni di anidride carbonica del 25%.