Train de vie – Un treno per vivere

Train de vie – Un treno per vivere (Train de vie) è un film del 1998 diretto da Radu Mihăileanu, che tratta in maniera ironica la Shoah.

Trama
Il film comincia con la apparizione di Shlomo e l’inizio del suo racconto che vedrà protagonista il villaggio dove vive e la sua salvezza. La storia si sviluppa quasi integralmente come un flashback ambientato in uno shtetl (villaggio ebraico dell’Europa dell’Est) nel 1941. La rottura dell’equilibrio si ha quando Shlomo, il pazzo del villaggio, avvisa i suoi compaesani che nei villaggi vicini gli ebrei stanno venendo deportati dai militari nazisti. Si riunisce così il consiglio degli anziani che, grazie ad un’idea di Shlomo, decide di organizzare un finto treno di deportazione che accompagni tutto lo shtetl in Palestina passando per l’Unione Sovietica. Ci si divide i compiti tra le parti dei militari nazisti, dei deportati e del macchinista, grazie anche al lavoro di falegnami, sarti e a Schmecht, insegnante ebreo di tedesco accorso per istruire i finti soldati nazisti. Giacché i villaggi vicini iniziano a sospettare qualcosa, gli abitanti anticipano la partenza per una “auto-deportazione” su un vecchio treno, rimesso in sesto in modo da sembrare una vera vettura nazista, con tanto di vagoni per deportati e vagoni-letto per i soldati. Sulla via incontreranno non poche difficoltà, facendosi più volte scoprire e fermare dalle forze militari dell’Asse; tuttavia, grazie a rocamboleschi espedienti, riescono di volta in volta a scamparla.

Elisabetta II, una regina in stazione

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Tratto dalla galleria di Repubblica.it

http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/elizabeth-metro/1.html

Fare il biglietto, mettersi in fila come un passeggero normale in una stazione ferroviaria. Partenza da Kings Cross destinazione Norfolk dopo probabilmente trascorrerà una parte delle feste di Natale. A bordo sale la regina d’Inghilterra Elisabetta II tra lo stupore (parziale) della gente abituata a vedere cose del genere in un paese dove un politico, un ministro, piuttosto che la regina, viaggiano con mezzi pubblici come pendolari qualsiasi

Le 6 questioni dei trasporti

Sei sono le questioni che riguardano il futuro dei trasporti: l’automobile, le merci, il carburante, i costi esterni, la qualità, l’urbanistica.

Se ne parla bene nel seguente sito:   http://6qt.blogspot.com/

Per quanto mi riguarda non voglio pensare alle città elettriche dalle nostre parti, ma almeno pensare di ridurre l’effetto serra mediante la riattivazione di una ferrovia, la Sicignano-Lagonegro, in disuso, ma fortemente voluta dalle popolazioni residenti.

riporto l’incipit dell’argomento trattato dal sito citato, dove sono fissati gli obiettivi proposti, molto complicato da decifrare ma che potrebbe far venire in mente, il fatto  che anche noi potremmo contribuire alla riduzione degli effetti serra nel Pianeta, che risparmio rappresenterebbe per le casse dello Stato che dovrebbe pagare delle multe per gli obiettivi non raggiunti.

Vincenzo Morello

Ecco l’incipit:

L’obiettivo di COP 15 è un accordo ‘globale’ sul taglio delle emissioni di gas serra per superare, dal 2012 in poi, il Protocollo di Kyoto (l’accordo secondo cui ogni Paese firmatario deve ridurre le proprie emissioni di una certa quota rispetto ai valori del 1990) e giungere a un Piano condiviso sul clima specialmente nel campo del trasferimento e della diffusione delle migliori tecnologie.

UE: Una nuova cornice “vincolante, comprensiva ed ambiziosa” per combattere il riscaldamento del pianeta. L’Ue parte dal pacchetto 20-20-20 (20% taglio emissioni; 20% efficienza energetica; 20% rinnovabili il tutto al 2020) ma in caso di accordo globale il taglio della Co2 al 2020 schizza al 30%. D’accordo l’Italia, ma solo in caso del sì globale.
SUDAFRICA, MESSICO, COREA DEL SUD insieme a Cina e Brasile: oltre a ritenersi le nazioni meno colpevoli della febbre del Pianeta, non vogliono bloccare lo sviluppo attualmente in corso. Una soluzione proposta, che non piace ai Paesi industrializzati, potrebbe essere quella del taglio di CO2 pro-capite, e cioé in rapporto alla popolazione: cosa che peserebbe maggiormente sugli Usa e poco sulla Cina, entrambe tra i maggiori emettitori a livello mondiale (e non vincolati al Protocollo di Kyoto).
USA: Proposta una riduzione delle emissioni del 17% entro il 2020, prendendo come riferimento il 2005.
CINA: Riduzione dell’intensità carbonica, e cioé l’ammontare di emissioni a effetto serra per unità di Pil, del 40-45 per cento entro il 2020, rispetto ai livelli del 2005.
INDIA: Il 3 dicembre scorso il ministro dell’Ambiente indiano Jairam Ramesh ha annunciato in Parlamento la volontà dell’India di tagliare del 20-25% entro il 2020 l’intensità delle emissioni di carbonio, rispetto al 2005.
BRASILE: Riduzione di Co2 tra il 36,1 e il 38,9 per cento entro il 2020.
RUSSIA: Mosca lavorerà per tagliare le emissioni di anidride carbonica del 25%.

Ivano Fossati – Storie per farmi amare – 1975

Ivano Fossati – Storie per farmi amare – 1975

Testo e Musica di Ivano Fossati – Dall’album “Good-bye Indiana”(Fonit Cetra).

Storie Per Farmi Amare

La ferrovia mi corre in testa
il treno vola sulla costa
È triste che piova quando è festa
ma sto bene.

Ho sempre posto nella mente
per fatti di strada e cose grandi
non faccio troppa differenza se sto bene.

E l’anima si perde
giocando con il mondo
e canta per la gente ancora
ed io sto bene, bene
ancora amato e calpestato
perduto e ritrovato
voluto e dimenticato
ci credi a un uomo mai finito?

Il treno che mi corre nella testa
non si ferma sulla costa
ma prosegue sopra e sotto il mare
intorno alle paure
a nuove terre da vedere
a stagioni sempre chiare
quante notti ad inventare
storie per farmi amare.

La ferrovia mi scoppia in testa
c’è un treno vola sulla costa
è triste che piova quando è festa
ma sto bene.

Ho sempre posto nella mente
per fatti di strada e cose grandi
non faccio troppa differenza
se sto bene.

E l’anima si perde
giocando con il mondo
e canta per la gente ancora
ed io sto bene, bene
e ancora amato e calpestato
perduto e ritrovato
voluto e dimenticato
ci credi a un uomo mai finito?

Il treno che mi corre nella testa
non si ferma sulla costa
ma prosegue sopra e sotto il mare
intorno alle paure
a nuove terre da vedere
a stagioni sempre chiare
quante notti ad inventare
storie per farmi amare.

E ancora il treno e ancora nella testa
con il vento della costa
ed insieme verso il mare
fermi un’ora e poi volare via.